Felicia Sorvillo

Bio

"Vivete come se doveste vivere in eterno, mai vi sovviene della vostra caducità, non ponete mente a quanto tempo è già trascorso; ne perdete come da una rendita ricca ed abbondante, quando forse proprio quel giorno, che si regala ad una certa persona o attività, è l’ultimo. Avete paura di tutto come mortali, desiderate tutto come immortali. Udirai la maggior parte dire: <>. E che garanzia hai di una vita tanto lunga? Chi permetterà che queste cose vadano così come hai programmato? Non ti vergogni di riservare per te i rimasugli della vita e di destinare alla sana riflessione solo il tempo che non può essere utilizzato in nessun'altra cosa? Quanto tardi è allora cominciare a vivere, quando si deve finire". (Seneca, De brevitate vitae) "(...) Le lacrime di una mamma le idee di uno studente gli incroci possibili in una piazza e stare con le antenne alzate verso il cielo io lo so che non sono solo anche quando sono solo Un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che hanno ancora il coraggio di innamorarsi e una musica che pompa sangue nelle vene e fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi Smettere di lamentarsi che l'unico pericolo che senti veramente è quello di non riuscire più a sentire niente il battito di un cuore dentro al petto la passione che fa crescere un progetto l'appetito la sete l'evoluzione in atto l'energia che si scatena in un contatto (...)". (Lorenzo Jovanotti Cherubini) "Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse (...) è proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva; anche se può sembrarvi sciocco o assurdo, ci dovete provare! Ecco, quando leggete, non considerate solo l'autore, considerate quello che voi pensate. Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce! Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto. Thoreau dice: <>; non rassegnatevi a questo, ribellatevi, non affogatevi nella pigrizia mentale, guardatevi intorno! Osate cambiare, cercate nuove strade! (da L'Attimo fuggente) Memento audere semper. (G. D'Annunzio) Mens movet molem. (Virgilio) "Nessuno può rivelarvi nulla se non ciò che già si trova in stato di dormiveglia nell'albeggiare della nostra conoscenza. L'insegnante che avanza nell'ombra del tempio, fra i suoi discepoli, non trasmette la sua sapienza, ma piuttosto la sua fede e la sua amorevolezza. Se è veramente saggio, non vi introdurrà nella casa della sua sapienza, ma vi accompagnerà alla soglia della vostra mente". (K. Gibran) Troppo lento è il tempo per chi aspetta Troppo veloce per chi ha paura Troppo lungo per chi piange Troppo breve per chi gioisce Ma per chi ama, il tempo è eterno. (Henry Van Dyke) Quando la nostra immaginazione ci portava dal luogo dove si viveva fin nel cuore di un luogo desiderato. (M. Proust) Non è né la carne né il sangue, ma il cuore che ci rende padri e figli. (J. Schiller) Non incontrerai mai due volti assolutamente identici. Non importa la bellezza o la bruttezza: queste sono cose relative. Ciascun volto è simbolo della vita e tutta la vita merita rispetto. É trattando gli altri con dignità che si guadagna il rispetto per se stessi. (Tahar Ben Jelloun) La musica è una delle vie per le quali l'anima ritorna al Cielo. (Torquato Tasso) "è impossibile giovare a questa cupa umanità; nella maggior parte dei casi non resta che tacere, per non essere considerati folli come Cassandra quando profetizzammo ciò che ormai era alle porte". (W. Goethe, 1794) Il bello è una manifestazione di arcane leggi della natura, che senza l'apparizione di esso ci sarebbero rimaste eternamente celate. (W. Goethe) " (...) di questa terra senza misura che già confonde la notte e il giorno e la partenza con il ritorno e la ricchezza con il rumore ed il diritto con il favore e l'innocente col criminale ed il diritto col carnevale (...) Da Torino a Palermo dal futuro al moderno dalle fabbriche alle lampare In questa terra senza più fiumi in questa terra con molti fumi tra questa gente senza più cuore e quest soldi che non hanno odore e queste strade senza più legge e queste stalle senza più gregge senza più padri da ricordare e senza figli da rispettare (...)". (F. De Gregori) "L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio". (I. Calvino) "…l'agile salto improvviso del poeta-filosofo che si solleva sulla pesantezza del mondo, dimostrando che la sua gravità contiene il segreto della leggerezza, mentre quella che molti credono essere la vitalità dei tempi, rumorosa, aggressiva, scalpitante e rombante, appartiene al regno della morte, come un cimitero d'automobili arrugginite". (I. Calvino) "Chiamarsi classico un libro che si configura come equivalente dell'universo... I classici sono libri che quanto più si crede di conoscerli per sentito dire, tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti. È classico ciò che tende a relegare l'attualità al rango di rumore di fondo, ma nello stesso tempo di questo rumore di fondo non può fare a meno" (I. Calvino, Perché leggere i classici). Ho amato quella lingua per la sua flessibilità di corpo allenato, la ricchezza del vocabolario nel quale a ogni parola si afferma il contatto diretto e vario delle realtà, l'ho amata perché quasi tutto quel che gli uomini han detto di meglio è stato detto in greco. (Marguerite Yourcenar) "Chi mai potrà misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando rimane preso e intrappolato in un corpo di donna?" (Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé) "Ti ho trovata lungo il fiume che suonavi una foglia di fiore che cantavi parole leggere parole d'amore ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso ti ho detto dammi quello che vuoi io quel che posso Rosa gialla rosa di rame mai ballato così a lungo lungo il filo della notte sopra le pietre del giorno io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino alla fine siamo caduti sopra il fieno (...) e adesso aspetterò domani per avere nostalgia signora libertà signorina fantasia così preziosa come il vino così gratis come la tristezza con la tua nuvola di dubbi e di bellezza (...)" (F. De Andrè)

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