Elena Sogni

Bio

"La mia paura più grande è che la gente mi veda come io vedo la gente." "Tutti scoprono, più o meno presto nella loro vita, che la felicità perfetta non è realizzabile ma pochi si soffermano invece sulla considerazione opposta: che tale è anche una infelicità perfetta. I momenti che si oppongono alla realizzazione di entrambi i due stati-limite sono della stessa natura: conseguono dalla nostra condizione umana, che è nemica di ogni infinito. Vi si oppone la nostra sempre insufficiente conoscenza del futuro; e questo si chiama, in un caso, speranza, e nell’altro, incertezza del domani. Vi si oppone la sicurezza della morte, che impone un limite a ogni gioia, ma anche a ogni dolore. Vi si oppongono le inevitabili cure materiali, che, come inquinano ogni felicità duratura, così distolgono assiduamente la nostra attenzione dalla sventura che ci sovrasta, e ne rendono frammentaria, e perciò sostenibile, la consapevolezza." "Nel bel mezzo dell'inverno ho infine imparato che vi era in me un'invincibile estate." "Io sono una selva e una notte di alberi scuri, ma chi non ha paura delle mie tenebre troverà anche pendii di rose sotto i miei cipressi." Ho sempre saputo che ti passa davanti agli occhi tutta la vita nell'istante prima di morire. Prima di tutto, quell'istante non è affatto un istante: si allunga, per sempre, come un oceano di tempo. Per me, fu... lo starmene sdraiato al campeggio dei boy scout a guardare le stelle cadenti; le foglie gialle, degli aceri che fiancheggiavano la nostra strada; le mani di mia nonna, e come la sua pelle sembrava di carta. E la prima volta che da mio cugino Tony vidi la sua nuovissima Firebird. E Janie, e Janie... e Carolyn. Potrei essere piuttosto incazzato per quello che mi è successo, ma è difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo. A volte è come se la vedessi tutta insieme, ed è troppa. Il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare. E poi mi ricordo di rilassarmi, e smetto di cercare di tenermela stretta. E dopo scorre attraverso me come pioggia, e io non posso provare altro che gratitudine, per ogni singolo momento della mia stupida, piccola, vita. Non avete la minima idea di cosa sto parlando, ne sono sicuro, ma non preoccupatevi: un giorno l'avrete." "Un'inutile modestia è molto simile all'invidia. La modestia è considerata una virtù, ma io, per parte mia, dubito che, nelle sue espressioni estreme, essa meriti d'essere considerata tale. La gente modesta ha molto bisogno d'essere rassicurata, e spesso non osa affrontare dei compiti che sarebbe perfettamente in grado di compiere. La gente modesta crede di essere messa in ombra da coloro che abitualmente frequenta. È quindi particolarmente propensa all'invidia e, attraverso l'invidia, all'infelicità e al malanimo. Per parte mia, credo non si siano ancora presi abbastanza in considerazione i vantaggi che potrebbero derivare ai ragazzi da un'educazione intesa ad inculcare loro la sicurezza della propria personalità. Non credo che un pavone invidi la coda di un altro pavone, poiché ogni pavone è persuaso di avere la coda più bella del mondo. La conseguenza di ciò è che i pavoni sono uccelli pacifici. Immaginate come sarebbe infelice la vita di un pavone se gli avessero insegnato che non si deve avere una buona opinione di se stessi." «Cosa credi che ti stia succedendo?» «Che sento troppo. Ecco che succede.» «Ma tu credi possibile che una persona senta troppo? Non è che sente solo nel modo sbagliato?» «II mio dentro non corrisponde al mio fuori.» «Credi esista qualcuno con il dentro che corrisponde al fuori?» «Non lo so. Sono solo io.» «Forse la personalità è proprio questo: la differenza fra il dentro e il fuori.» «Ma per me è peggio.» «Temo che tutti credano che per loro sia peggio.» «Probabile. Ma per me è peggio davvero.» "Oggi siamo, domani no. Che faccia ci hanno dato per rappresentare la parte del vivo? Un brutto naso? Che pena doversi portare a spasso un brutto naso per tutta la vita. Fortuna che, a lungo andare, non ce n'accorgiamo più. Se ne accorgono gli altri, è vero, quando noi siamo finanche arrivati a credere d'avere un bel naso; e allora non sappiamo più spiegarci perché gli altri ridano, guardandoci. Sono tanti sciocchi! Consoliamoci guardando gli orecchi che ha quello e che labbra ha quell'altro; i quali non se n'accorgono nemmeno e hanno il coraggio di ridere di noi. Maschere, maschere, un soffio e passano, per dar posto ad altre. Quel povero zoppetto là, chi è? Correre alla morte con la stampella. La vita, qua, schiaccia il piede a uno; cava là un occhio a un altro. Gamba di legno, occhio di vetro, e avanti! Ciascuno si racconcia la maschera come può - la maschera esteriore. Perché dentro di noi c'è l'altra, che spesso non s'accorda con quella di fuori. E niente è vero! Vero il mare, si, vera la montagna; vero il sasso; vero un filo d'erba; ma l'uomo? Sempre mascherato, senza volerlo, senza saperlo, di quella tal cosa ch'egli in buona fede si figura d'essere."

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